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Product Placement

Scheda di approfondimento

La pubblicità cerca nuovi spazi e nuove logiche per mettersi in contatto con i propri target: lo sport, lo spettacolo, la cultura in genere.

Col passare del tempo e con la diffusione dei beni di marca e della comunicazione di massa, le strategie di marketing dei grandi gruppi multinazionali dedicano risorse sempre maggiori a questo aspetto.

I grandi brand fanno a gomitate per inserire occhiali, telefoni cellulari, automobili e quant’altro in film di successo al botteghino o nelle opere realizzate da registi celebri con attori famosi.

Da un punto di vista di marketing, questa pratica ha l’obiettivo di creare e gestire nel corso del tempo la notorietà della marca, modificando progressivamente – a seconda delle esigenze – i significati associati al prodotto.

Allo scopo di perseguire tali obiettivi sono nate professioni, agenzie specializzate e tecniche di comunicazione che hanno contribuito a istituzionalizzare questa attività e a partire dal Luglio 2004 anche la tanto attesa legge che ne regola l’attività.

Le ricerche empiriche che misurano l’efficacia degli inserimenti pubblicitari nei film sono ormai numerose, ma i risultati possono essere anche negativi:
Agenzie e case di produzione devono pertanto gestire il product placement, al pari dell’advertising tradizionale, con estrema cautela onde evitare pericolosi effetti di rigetto da parte del pubblico.

Fin qui il product placement che possiamo definire “commerciale”, cioè la pratica, da parte dell’inserzionista, di “partecipare ai costi di produzione del film“ allo scopo di proporre il marchio e i prodotti agli spettatori.

Questa pratica s’inserisce peraltro in un fenomeno di più ampia portata che non poteva, prima dell’entrata in vigore della legge, essere ricondotto ad una transazione commerciale.

Questi casi non potevano infatti essere considerati esclusivamente come forme di pubblicità, ma rispondevano alle esigenze degli autori di comunicare un contenuto o un significato che richiedeva di essere trasferito al pubblico mediante il riferimento a un oggetto di uso quotidiano, in questi casi un bene di consumo e la sua marca.

In effetti, questi inserimenti vengono sfruttati in termini pubblicitari, ma non nascono necessariamente con questo obiettivo. In tal senso si pensi al contributo degli artisti della pop art: Warhol e Oldemburg hanno inventato una nuova creatività, inserendo nei propri lavori le icone della comunicazione di massa.

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Product Placement

Nuovi spazi pubblicitari

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